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PUNTURE D’INSETTO, NON SEMPRE LA COLPA È DELLE ZANZARE

PUNTURE D’INSETTO, NON SEMPRE LA COLPA È DELLE ZANZARE

Quando troviamo dei pomfi gonfi e rossi sulla pelle, che bruciano o provocano prurito, la colpa viene spesso assegnata alle zanzare, ma in realtà possono essere molti gli insetti che pungono o mordono l’uomo, scatenando reazioni perlopiù lievi ma sicuramente fastidiose.

Insetti come le api, le formiche, le pulci, ma anche le mosche o i ragni possono pungere e provocare piccoli o grandi disturbi.

Quando un insetto punge una persona inietta nella sua pelle veleno o altre sostanze potenzialmente irritanti e nella maggior parte dei casi causa dolore, prurito, bruciore e gonfiore.
A meno che non avvenga una reazione allergica, che può essere rischiosa ma è rara, nella maggior parte dei casi le punture di insetto si risolvono in pochi giorni. Una complicanza può essere data dall’infettarsi delle lesioni, magari perché si è grattata la parte con troppa foga, generando delle piccole ferite.
In questo caso occorrerà seguire una piccola terapia antibiotica, sempre rivolgendosi prima al proprio medico.

In tutti gli altri casi la “cura” per le punture di insetto è locale ed è legata all’utilizzo di prodotti che mirano a ridurre e ad alleviare i sintomi più fastidiosi, come il prurito e il bruciore. Un esempio è il roll-on dopopuntura lenitivo extra di Colpharma, che contiene Aloe Vera, Malva, Calendula e Ammoniaca e dona immediato sollievo da bruciore, prurito e rossore dopo le punture di insetti (Zanzare, Vespe, Tafani, Zecche, ecc.) ed è efficace anche in caso di contatto con Meduse e Piante Urticanti.

Prima di applicare qualsiasi unguento e stick è sempre bene lavare la zona con acqua fredda e sapone ed eventualmente applicare del ghiaccio per ridurre il gonfiore.

Ma quali sono gli insetti che mordono più spesso l’uomo oltre alle zanzare?

Sicuramente api e vespe hanno un ruolo importante e sono anche le più pericolose perché possono provocare serie reazioni allergiche. In caso di reazione nella norma, la puntura di ape o di vespa è molto dolorosa e la zona colpita tende a gonfiarsi molto e a bruciare. Un’accortezza da tenere è quella di rimuovere il prima possibile il pungiglione, se resta nella pelle, per evitare l’ulteriore diffondersi del veleno.

Tra gli insetti ematofagi (che pungono non per difesa ma per nutrirsi) oltre alle zanzare ci sono le zecche, il cui morso può trasmettere alcune malattie pericolose per l’uomo ma anche le pulci, i tafani, i pappataci e le cimici dei letti. La reazione cutanea è sempre simile e benché fastidiosa, si risolve in pochi giorni. Applicare creme o stick lenitivi, che aiutano a ridurre prurito, bruciore e fastidio è sempre la soluzione migliore.

Più rare sono le punture di formica o di ragno, ma anche loro a volte possono morsicare l’uomo e iniettare delle sostanze velenose che irritano la cute.

In caso di puntura di qualsiasi insetto è sempre importante il monitoraggio: se il prurito, l’arrossamento e il gonfiore aumentano nei giorni successivi e non si risolvono in pochi giorni, è sempre consigliabile contattare un medico, soprattutto se dovessero comparire altri sintomi come febbre o ingrossamento dei linfonodi.