Acari: cosa sono e come conviverci

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Gli acari sono tra gli organismi più presenti nelle nostre case e, allo stesso tempo, tra i meno conosciuti. Invisibili a occhio nudo, vivono accanto a noi ogni giorno, soprattutto negli ambienti domestici.

Anche se spesso vengono percepiti come qualcosa di “sporco” o pericoloso, in realtà fanno parte della normalità degli ecosistemi in cui viviamo.

Gli acari sono piccoli artropodi, parenti stretti di ragni e zecche, talmente piccoli da non essere visibili a occhio nudo, infatti, la loro dimensione si aggira intorno a pochi decimi di millimetro.

Sono estremamente diffusi in natura e si sono adattati a vivere in ambienti molto diversi tra loro, dal suolo alle piante, fino agli animali e agli ambienti domestici.

Tra le molte specie esistenti, quelle che interessano di più la nostra vita quotidiana sono gli acari della polvere domestica e si nutrono principalmente di frammenti di pelle umana e di materiale organico presente nella polvere.

Ogni giorno, infatti, il nostro corpo perde cellule cutanee in quantità molto elevate, creando un ambiente ideale per la loro sopravvivenza.

Da dove arrivano?

Non arrivano dall’esterno in modo improvviso, sono già presenti ovunque.

Gli acari fanno parte dell’ambiente domestico in modo naturale entrando nelle case attraverso la polvere, i vestiti, gli oggetti e persino attraverso l’aria. Una volta all’interno, trovano condizioni perfette per vivere e riprodursi e, di fatto, diventano residenti stabili degli ambienti chiusi.

Non si tratta quindi di un’invasione, ma di una presenza costante che si sviluppa nel tempo.

Anche se sono distribuiti in tutta l’abitazione, gli acari tendono a concentrarsi soprattutto nei luoghi in cui trovano più calore, umidità e nutrimento. Il principale “habitat” domestico è il letto.

Materassi, cuscini e coperte rappresentano l’ambiente ideale per la loro proliferazione grazie sia al calore del corpo umano sia alla costante disponibilità di cellule cutanee.

Oltre al letto, anche tappeti, divani, tende e tessuti spessi sono luoghi in cui gli acari si accumulano facilmente, soprattutto se l’ambiente non è ben ventilato o tende a trattenere umidità.

Gli acari però non sopravvivono ovunque, per crescere e riprodursi hanno bisogno di condizioni ben precise.

Le temperature ideali per la loro proliferazione si aggirano tra i 18 e i 27 gradi e quando l’umidità supera il 50–60%, la loro presenza aumenta sensibilmente. In ambienti secchi o ben ventilati, invece, la loro sopravvivenza si riduce.

Un altro aspetto interessante è che gli acari non amano la luce diretta. Tendono a nascondersi nelle fibre dei tessuti e muoiono più facilmente se esposti al sole.

Convivenza

Gli acari non sono pericolosi di per sé, non pungono, non mordono e non trasmettono malattie in senso tradizionale. Il problema nasce da ciò che producono durante il loro ciclo di vita.

Le principali sostanze responsabili delle reazioni allergiche sono le loro feci e i frammenti del loro corpo, particelle così leggere da rimanere sospese nell’aria e vengono facilmente inalate.

In alcune persone questo può provocare sintomi come rinite allergica, congestione nasale, starnuti frequenti, lacrimazione e, nei casi più importanti, asma bronchiale o dermatite.

Una delle domande più frequenti è se sia possibile eliminare completamente gli acari dalla casa. La risposta, in realtà, è no.

Gli acari fanno parte dell’ambiente domestico e sono praticamente impossibili da eliminare del tutto. Anche nelle case più pulite e curate, una piccola quantità sarà sempre presente.

L’obiettivo realistico non è quindi la loro eliminazione, ma la riduzione della loro concentrazione e soprattutto degli allergeni che producono.

Il modo più efficace per limitare gli acari non è utilizzare prodotti chimici aggressivi, ma agire sulle condizioni ambientali.

Il primo elemento da controllare è l’umidità. Mantenere un ambiente ben ventilato e non eccessivamente umido è fondamentale per ridurre la loro proliferazione. Anche la temperatura gioca un ruolo importante: ambienti troppo caldi favoriscono la loro crescita.

La pulizia regolare è un altro fattore chiave, ma deve essere fatta nel modo corretto. È più utile aspirare con filtri adeguati e lavare frequentemente tessuti e biancheria piuttosto che ricorrere a soluzioni drastiche.

Il letto, in particolare, richiede attenzione. Lavare lenzuola e federe a temperature elevate aiuta a ridurre significativamente la presenza di allergeni. Anche esporre materassi e cuscini all’aria e alla luce del sole può contribuire a limitarne la diffusione.

Un altro accorgimento utile è ridurre gli oggetti che trattengono polvere, come tappeti molto spessi o tessuti difficili da pulire.

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